Il sale della terra!

Negli ultimi giorni ho letto il libro di Dalila Di Lazzaro “L´angelo della mia vita – Piccoli miracoli intorno a me” e mi hanno colpito queste righe (pagg. 95-97), perché rispecchiano appieno la mia opinione sullo stato attuale dell’Italia. Eccole:

In America, l’Università dell’Illinois ha fatto uno studio scoprendo che il grado di felicità scende con l’aumentare del reddito. Hanno visto che in una tribù di Masai si è più felici rispetto alla media della felicità dei 400 uomini più ricchi degli Stati Uniti. Insomma, più migliora il tenore di vita, più siamo insoddisfatti. Allora dico io: che senso ha sgomitare come dei pazzi per fare carriera e diventare ricchi se poi siamo più tristi di una povera tribù dell’Africa? Non sarebbe meglio darsi una calmata?

Hanno fatto anche una classifica delle nazioni più felici. Se al cinquantesimo posto c’è l’Italia — altro che sesta potenza mondiale! — anche l’America non se la passa bene, piazzandosi dopo il ventesimo posto. Al primo, la Danimarca, perché ha uno stato sociale superefficiente, non come qui da noi che ti penalizzano ogni volta che pretendi di avere quanto ti spetta dallo Stato, a cui versi metà del tuo stipendio sotto forma di tasse. Per fare un esame al seno aspetti mesi; alla fermata dell’autobus raramente trovi una panchina per sederti; in autostrada, che paghi profumatamente, a certe ore del giorno vieni sequestrato per ore a causa di ingorghi impossibili; le bollette di telefono, luce e acqua sono aumentate spaventosamente cosi come i prezzi di molti generi di consumo, mentre aziende leader e intere banche sono crollate sotto il peso di corruzione e scandali inauditi che ci hanno impoveriti tutti e hanno danneggiato l’immagine dell’Italia; se devi protestare per un’ingiustizia non sai a chi rivolgerti e quando, come nel mio caso, credi di aver diritto a un tesserino d’invalidità (non soldi!) per semplificarti un po‘ la vita, rifiutano di crederti. Per poi magari concederlo a qualche „furbo“ che non ne avrebbe diritto. Questi sono tutti motivi di scontento e di insoddisfazione che noi italiani, purtroppo, conosciamo bene.

A questo è collegata la degenerazione dei costumi, la maleducazione imperante, la voglia di fregarti a ogni costo. Credo sia il frutto malato di questa società, che ha perso i suoi valori e si è trasformata in una specie di trampolino di lancio per chi traffica e grida di più, mentre sono scomparsi i modelli di giustizia, le buone maniere, la serietà, l’umiltà, la pazienza, l’onestà, lo spirito d’iniziativa. E un albero che poggia le sue radici su un terreno paludoso e perciò potrà solo dare frutti cattivi o cadere e morire. In questo modo non si va da nessuna parte. Se insegni a fregare gli altri per non essere fregato tu per primo, non hai futuro. Solo il bene porta altro bene ma nessuno, o pochi, lo insegna più. In tutto questo, se stai male, se hai una malattia o un handicap, sei come un birillo al vento e non hai scampo.

Non vivo in Italia, potrei anche ignorare la situazione e vivermi la mia vita, ma spesso mi trovo a pensare a come l’Italia potrebbe riprendersi da questa crisi profonda. Purtroppo non ho una risposta! Per fortuna, però, sono già in tanti ad avere capito che l’Italia non se la passa bene!

Ligabue – Il sale della terra

Siamo la sorpresa dietro i vetri scuri;
Siamo la risata dentro il tunnel degli orrori;
Siamo la promessa che non costa niente;
Siamo la chiarezza che voleva molta gente.

Siamo il capitano che vi fa l’inchino;
Siamo la ragazza nel bel mezzo dell’inchino;
Siamo i trucchi nuovi per i maghi vecchi;
Siamo le ragazze nella sala degli specchi.

Siamo il culo sulla sedia, il dramma, la commedia,
il facile rimedio;
Siamo l’arroganza che non ha paura;
Siamo quelli a cui non devi chiedere fattura.

Siamo il sale della terra!
Siamo il sale della terra!

Siamo l’opinione sotto libro paga;
Siamo le riunioni qui nel retro di bottega;
Siamo le figure dietro le figure;
Siamo la vergogna che fingiamo di provare.

Siamo il culo sulla sedia, la farsa, la tragedia,
il forte sotto assedio;
Siamo la vittoria della tradizione;
Siamo furbi che più furbi di così si muore.

Siamo il sale della terra!
Siamo il sale della terra!

Siamo la freddezza che non ha paura;
Siamo quel tappeto steso sulla spazzatura;
Siamo la Montblanc con cui ti faccio fuori;
Siamo la risata dentro il tunnel degli orrori.

Siamo il sale della terra!
Siamo il sale della terra!

Siamo il sale della terra
Siamo il sale della terra!

Negli ultimi giorni ho letto il libro di Dalila Di Lazzaro “L´angelo della mia vita – Piccoli miracoli intorno a me” e mi hanno colpito queste righe (pagg. 95-97), perché rispecchiano appieno la mia opinione sullo stato attuale dell’Italia. Eccole:

In America, l’Università dell’Illinois ha fatto uno studio scoprendo che il grado di felicità scende con l’aumentare del reddito. Hanno visto che in una tribù di Masai si è più felici rispetto alla media della felicità dei 400 uomini più ricchi degli Stati Uniti. Insomma, più migliora il tenore di vita, più siamo insoddisfatti. Allora dico io: che senso ha sgomitare come dei pazzi per fare carriera e diventare ricchi se poi siamo più tristi di una povera tribù dell’Africa? Non sarebbe meglio darsi una calmata?

Hanno fatto anche una classifica delle nazioni più felici. Se al cinquantesimo posto c’è l’Italia — altro che sesta potenza mondiale! — anche l’America non se la passa bene, piazzandosi dopo il ventesimo posto. Al primo, la Danimarca, perché ha uno stato sociale superefficiente, non come qui da noi che ti penalizzano ogni volta che pretendi di avere quanto ti spetta dallo Stato, a cui versi metà del tuo stipendio sotto forma di tasse. Per fare un esame al seno aspetti mesi; alla fermata dell’autobus raramente trovi una panchina per sederti; in autostrada, che paghi profumatamente, a certe ore del giorno vieni sequestrato per ore a causa di ingorghi impossibili; le bollette di telefono, luce e acqua sono aumentate spaventosamente cosi come i prezzi di molti generi di consumo, mentre aziende leader e intere banche sono crollate sotto il peso di corruzione e scandali inauditi che ci hanno impoveriti tutti e hanno danneggiato l’immagine dell’Italia; se devi protestare per un’ingiustizia non sai a chi rivolgerti e quando, come nel mio caso, credi di aver diritto a un tesserino d’invalidità (non soldi!) per semplificarti un po‘ la vita, rifiutano di crederti. Per poi magari concederlo a qualche „furbo“ che non ne avrebbe diritto. Questi sono tutti motivi di scontento e di insoddisfazione che noi italiani, purtroppo, conosciamo bene.

A questo è collegata la degenerazione dei costumi, la maleducazione imperante, la voglia di fregarti a ogni costo. Credo sia il frutto malato di questa società, che ha perso i suoi valori e si è trasformata in una specie di trampolino di lancio per chi traffica e grida di più, mentre sono scomparsi i modelli di giustizia, le buone maniere, la serietà, l’umiltà, la pazienza, l’onestà, lo spirito d’iniziativa. E un albero che poggia le sue radici su un terreno paludoso e perciò potrà solo dare frutti cattivi o cadere e morire. In questo modo non si va da nessuna parte. Se insegni a fregare gli altri per non essere fregato tu per primo, non hai futuro. Solo il bene porta altro bene ma nessuno, o pochi, lo insegna più. In tutto questo, se stai male, se hai una malattia o un handicap, sei come un birillo al vento e non hai scampo.

Non vivo in Italia, potrei anche ignorare la situazione e vivermi la mia vita, ma spesso mi trovo a pensare a come l’Italia potrebbe riprendersi da questa crisi profonda. Purtroppo non ho una risposta! Per fortuna, però, sono già in tanti ad avere capito che l’Italia non se la passa bene!

Ligabue – Il sale della terra

Siamo la sorpresa dietro i vetri scuri;
Siamo la risata dentro il tunnel degli orrori;
Siamo la promessa che non costa niente;
Siamo la chiarezza che voleva molta gente.

Siamo il capitano che vi fa l’inchino;
Siamo la ragazza nel bel mezzo dell’inchino;
Siamo i trucchi nuovi per i maghi vecchi;
Siamo le ragazze nella sala degli specchi.

Siamo il culo sulla sedia, il dramma, la commedia,
il facile rimedio;
Siamo l’arroganza che non ha paura;
Siamo quelli a cui non devi chiedere fattura.

Siamo il sale della terra!
Siamo il sale della terra!

Siamo l’opinione sotto libro paga;
Siamo le riunioni qui nel retro di bottega;
Siamo le figure dietro le figure;
Siamo la vergogna che fingiamo di provare.

Siamo il culo sulla sedia, la farsa, la tragedia,
il forte sotto assedio;
Siamo la vittoria della tradizione;
Siamo furbi che più furbi di così si muore.

Siamo il sale della terra!
Siamo il sale della terra!

Siamo la freddezza che non ha paura;
Siamo quel tappeto steso sulla spazzatura;
Siamo la Montblanc con cui ti faccio fuori;
Siamo la risata dentro il tunnel degli orrori.

Siamo il sale della terra!
Siamo il sale della terra!

Siamo il sale della terra
Siamo il sale della terra!

Negli ultimi giorni ho letto il libro di Dalila Di Lazzaro “L´angelo della mia vita – Piccoli miracoli intorno a me” e mi hanno colpito queste righe (pagg. 95-97), perché rispecchiano appieno la mia opinione sullo stato attuale dell’Italia. Eccole:

In America, l’Università dell’Illinois ha fatto uno studio scoprendo che il grado di felicità scende con l’aumentare del reddito. Hanno visto che in una tribù di Masai si è più felici rispetto alla media della felicità dei 400 uomini più ricchi degli Stati Uniti. Insomma, più migliora il tenore di vita, più siamo insoddisfatti. Allora dico io: che senso ha sgomitare come dei pazzi per fare carriera e diventare ricchi se poi siamo più tristi di una povera tribù dell’Africa? Non sarebbe meglio darsi una calmata?

Hanno fatto anche una classifica delle nazioni più felici. Se al cinquantesimo posto c’è l’Italia — altro che sesta potenza mondiale! — anche l’America non se la passa bene, piazzandosi dopo il ventesimo posto. Al primo, la Danimarca, perché ha uno stato sociale superefficiente, non come qui da noi che ti penalizzano ogni volta che pretendi di avere quanto ti spetta dallo Stato, a cui versi metà del tuo stipendio sotto forma di tasse. Per fare un esame al seno aspetti mesi; alla fermata dell’autobus raramente trovi una panchina per sederti; in autostrada, che paghi profumatamente, a certe ore del giorno vieni sequestrato per ore a causa di ingorghi impossibili; le bollette di telefono, luce e acqua sono aumentate spaventosamente cosi come i prezzi di molti generi di consumo, mentre aziende leader e intere banche sono crollate sotto il peso di corruzione e scandali inauditi che ci hanno impoveriti tutti e hanno danneggiato l’immagine dell’Italia; se devi protestare per un’ingiustizia non sai a chi rivolgerti e quando, come nel mio caso, credi di aver diritto a un tesserino d’invalidità (non soldi!) per semplificarti un po‘ la vita, rifiutano di crederti. Per poi magari concederlo a qualche „furbo“ che non ne avrebbe diritto. Questi sono tutti motivi di scontento e di insoddisfazione che noi italiani, purtroppo, conosciamo bene.

A questo è collegata la degenerazione dei costumi, la maleducazione imperante, la voglia di fregarti a ogni costo. Credo sia il frutto malato di questa società, che ha perso i suoi valori e si è trasformata in una specie di trampolino di lancio per chi traffica e grida di più, mentre sono scomparsi i modelli di giustizia, le buone maniere, la serietà, l’umiltà, la pazienza, l’onestà, lo spirito d’iniziativa. E un albero che poggia le sue radici su un terreno paludoso e perciò potrà solo dare frutti cattivi o cadere e morire. In questo modo non si va da nessuna parte. Se insegni a fregare gli altri per non essere fregato tu per primo, non hai futuro. Solo il bene porta altro bene ma nessuno, o pochi, lo insegna più. In tutto questo, se stai male, se hai una malattia o un handicap, sei come un birillo al vento e non hai scampo.

Non vivo in Italia, potrei anche ignorare la situazione e vivermi la mia vita, ma spesso mi trovo a pensare a come l’Italia potrebbe riprendersi da questa crisi profonda. Purtroppo non ho una risposta! Per fortuna, però, sono già in tanti ad avere capito che l’Italia non se la passa bene!

Ligabue – Il sale della terra

Siamo la sorpresa dietro i vetri scuri;
Siamo la risata dentro il tunnel degli orrori;
Siamo la promessa che non costa niente;
Siamo la chiarezza che voleva molta gente.

Siamo il capitano che vi fa l’inchino;
Siamo la ragazza nel bel mezzo dell’inchino;
Siamo i trucchi nuovi per i maghi vecchi;
Siamo le ragazze nella sala degli specchi.

Siamo il culo sulla sedia, il dramma, la commedia,
il facile rimedio;
Siamo l’arroganza che non ha paura;
Siamo quelli a cui non devi chiedere fattura.

Siamo il sale della terra!
Siamo il sale della terra!

Siamo l’opinione sotto libro paga;
Siamo le riunioni qui nel retro di bottega;
Siamo le figure dietro le figure;
Siamo la vergogna che fingiamo di provare.

Siamo il culo sulla sedia, la farsa, la tragedia,
il forte sotto assedio;
Siamo la vittoria della tradizione;
Siamo furbi che più furbi di così si muore.

Siamo il sale della terra!
Siamo il sale della terra!

Siamo la freddezza che non ha paura;
Siamo quel tappeto steso sulla spazzatura;
Siamo la Montblanc con cui ti faccio fuori;
Siamo la risata dentro il tunnel degli orrori.

Siamo il sale della terra!
Siamo il sale della terra!

Siamo il sale della terra
Siamo il sale della terra!

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